Dal Cinquecento a oggi: storia del Bingo, che cambia coi tempi

19/09/2023 Mooseek

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La tecnologia ha cambiato tante cose, ma molte attività che siamo soliti fare oggi online sono nate in un passato più o meno recente, anche se oggi le conosciamo sotto altre forme.

Una di queste è il Bingo, la cui popolarità viene da lontano, e la cui storia, nel tempo, è densa di sorprese e curiosità.



Prima di approdare in Rete con i migliori siti di bingo online in Italia e all’estero, infatti, il gioco si diffuse nelle sale dei casinò terrestri, e prima ancora in locali adibiti, mettendo piano piano le radici della sua popolarità internazionale e senza confini.

Le origini del gioco

Non tutti sanno che le origini del Bingo risalgono addirittura al sedicesimo secolo e fin da subito risulta nota la sua strettissima parentela con la Tombola. La prima denominazione, infatti, almeno in Italia, fu quella di “Giuoco del Lotto d’Italia”, un gioco a estrazione le cui regole non hanno bisogno di spiegazioni.

Superando i confini nazionali, il Bingo fece approdo anche in Francia, e alla versione base furono aggiunte le carte e i gettoni ma anche nuove regole, come quella che prevedeva di “chiamare” ad alta voce i numeri estratti. Fu sempre nella vicina Francia che nel 1778 comparve una forma di Bingo ancora più simile a quella attuale, con 27 quadrati disposti in 3 file e 9 colonne: il suo nome era “Le Lotto”.

Un nome, una storia: Il Bingo

Da Tombola a Lotto, ma, dunque, da dove proviene il nome “Bingo” e qual è il suo significato, che ad oggi viene utilizzato anche come modo di dire – al pari di “Tombola!” – per esprimere un evento particolarmente fortunato?

Al nome attuale del Bingo ci hanno pensato gli americani, visto che in Europa la diffusione del gioco ha subito una interruzione durante il periodo della guerra.

Durante una fiera di Atlanta, nel 1929, Hugh J.Ward incuriosì il pubblico degli appassionati di gioco proponendo un primo prototipo del Bingo, il cui nome era “Beano”, per via del fatto che al posto dei gettoni venivano utilizzati dei fagioli, per coprire le caselle “vincenti” (“bean” in inglese, significa proprio “fagiolo”).

Fu proprio allora che, attirato da quel successo di pubblico, il venditore di giocattoli Edwin Lovedecise di investire sul gioco portandolo a conoscenza della popolazione di New York, a partire dalla cerchia dei suoi amici.

Il nome, proprio come in un telefono senza fili, fu però storpiato da Love, che scelse di chiamarlo “Bingo”, un termine dal suono affine ma più evocativo che poi, come è noto, non fu più cambiato e divenne di fatto internazionale. In realtà pare che fu proprio un vincitore a chiamare “Bingo” invece di “Beano”, ma l’errore di pronuncia piacque e da allora la denominazione non è più variata.



Il bingo diventa popolare ed internazionale

Ma, nome a parte, come ha fatto il Bingo a diventare così popolare anche nel vecchio continente, una volta concluso il periodo tragico delle guerre?

In qualche modo ci ha pensato la tecnologia, o meglio, il cinema, visto che negli anni Cinquanta la crisi del comparto cinematografico – col conseguente avvento e diffusione della TV – ridusse le proiezioni di film nelle sale. L’utilizzo delle sale cinematografiche fu dunque adibito al gioco pubblico del Bingo, proprio come si fa oggi nei casinò terrestri e nei luoghi autorizzati a questa attività.

Nel tempo, infatti, la diffusione del Bingo, che di fatto si configura come un gioco d’azzardo a premi, venne regolarizzata nei vari paesi, Italia compresa. Al rilascio delle concessioni e alla diffusione delle sale gioco nel mondo si affiancò una crescente specializzazione delle varianti del gioco: ad oggi ne esistono tantissime, da quella americana a quella inglese passando, appunto, per quella italiana.

La variante italiana

Se il Bingo americano ha regole proprie per la regolarizzazione della cartella vincente, e il Bingo inglese si svolge in tre round, quello italiano unisce le regole della Tombola e quelle del Lotto. La familiarità con il gioco del Lotto si vede senza dubbio nella presenza di 90 numeri che compongono il tabellone, mentre la vicinanza alla Tombola sta nelle regole del gioco, anche se il Bingo non prevede premi intermedi come il terno e la quaterna: la prima combinazione vincente parte infatti dalla cinquina.

Di pari passo col successo del gioco, sono stati aggiunti dei premi “speciali”, come il “Super Bingo”, per chi realizza la vincita con un numero di palline estratte non superiore a 38, e poi ancora il “Bingo Oro” e il “Bingo Argento” tutti premi extra annunciati dal direttore di sala se si completa la schedina con un massimo di 43 e 46 palline estratte.

Il “Bingo Happy”, invece, è più recente e la sua introduzione risale al 2004: in questo caso si prevede un montepremi extra messo da parte con le varie giocate, che viene redistribuito in una particolare occasione, per un massimo di 4mila euro ogni volta.

DALLE SALE FISICHE A QUELLE ONLINE

Era il 1999 quando vennero aperte le prime sale da gioco regolarmente autorizzate in Italia, simili a quelle americane, con una funzione “di aggregazione”, come si legge nel testo della legge attuativa, la 133 del 13 maggio.

Inizialmente l’Agenzia dei Monopoli, ex AAMS, concesse circa 800 licenze in tutto il territorio nazionale che poi, gradualmente, scesero di numero, nonostante il Bingo sia ancora oggi un gioco che coinvolge una platea di giocatori che supera il milione, oltre a una fonte di entrate per le casse erariali.

Nel frattempo, con l’arrivo di Internet e dei primi casinò ADM autorizzati, il Bingo è divenuto popolarissimo anche nella sua versione online.

Nelle piattaforme legali il gioco viene proposto anche in prova, ed è possibile partecipare sia da desktop che da mobile, tramite le app native dei concessionari.

La regolarità delle giocate è garantita dalla migliore tecnologia delle software house, che utilizzano generatori di numeri casuali, mentre il numero minimo di partecipanti alla sessione è di tre giocatori.

Sul sito ufficiale di ADM, infatti, si evidenzia come anche nella sua variante digitale in Bingo non sia stato snaturato dalla distanza, continuando a rappresentare un tipo di gioco di aggregazione e non strettamente individuale.

Oltre alla distanza fisica viene azzerata anche quella tra il momento della partecipazione e quello dell’eventuale vincita, motivo per cui i tempi del Bingo si sposano bene alla tecnologia virtuale e alle sue tempistiche sempre piuttosto rapide, se non addirittura immediate.

Anche online sono presenti, inoltre, i premi extra, che si uniscono a quelli delle regole tradizionali mentre nei siti dei concessionari più strutturati esistono addirittura delle sezioni dedicate al gioco, organizzate in forma di “Club”.

Le App videoludiche

Visto che si è parlato di app, non mancano variazioni sul tema “Bingo”  all’interno degli store di Google e Apple.

In questo caso si tratta di applicazioni videoludiche anche molto basiche, in cui il Bingo è alla base di videogame dalle regole intuitive e semplici per tutti. Si tratta perlopiù di app gratuite e facilmente accessibili, presenti anche in versione multigiocatore e dagli emblematici e divertenti titoli: si va da “Bingo Battle” a “Tropical Bingo”, da “Bingo Treasure” a “Bingo Craze”, solo per citarne alcune tra le più popolari in Rete.

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