03/11/2021 Mooseek

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Immagine dal film Ready Player One

In un mondo che sta mutando sempre più rapidamente, dove le tecnologie della comunicazione si rincorrono quotidianamente, non è semplice analizzare i fenomeni avere un quadro della situazione capace di dirci verso cosa ci stiamo muovendo. Del resto abbiamo visto come non sia semplice criticare nemmeno un’opera d’arte, visto che spesso il cinema, la musica e la narrativa, hanno quella capacità di precorrere i tempi, anticipandoli. Era successo a Jules Verne e a molti altri autori del fantastico, sta continuando a ripetersi con gli esempi più attuali di William Gibson, Bruce Sterling, Philip K. Dick e Ernest Cline. Cline che è stato l’autore del fortunato best seller Ready Player One, potrebbe diventare per la fantascienza quello che Salinger era stato per il romanzo di formazione.

Oltre al suo nome però, seppur con meno successo immediato, si sta tirando in ballo un altro autore, di culto, ma meno noto, come Neal Stephenson. Anche lui appartiene al filone inaugurato da Gibson e Sterling, del cosiddetto cyberpunk. La sua fortuna critica la si deve all’intuizione contenuta nel romanzo Snow Crash, dove conia il termine di Metaverso. Una sorta di realtà virtuale, dove attraverso l’utilizzo della rete gli esseri umani vengono rappresentati in un universo tridimensionale attraverso un avatar. Vi ricorda qualcosa? Sì, ricorda da vicino la trama di Ready Player One, ma fino a questo punto non ci sarebbero niente di tanto strano. La cosa che ha dell’incredibile è che oggi il metaverso ideato dall’azienda di Meta (Facebook) potrebbe diventare un incubo che si avvera?

Il keynote di apertura di Mark Zuckerberg al recente evento di Facebook (ora chiamato Meta) è stato uno spettacolo da vedere. Nel corso di un’ora e mezza, l’amministratore delegato – affiancato da vari esperti della sua azienda – ha divagato attraverso la sua visione di un futuro con il metaverso al centro. Non saremmo più vincolati dai nostri limiti fisici mentre i nostri mondi digitali e virtuali si fondono in uno. Secondo Zuckerberg, saremmo in grado di lavorare, vivere e giocare in questo nuovo universo, e la tecnologia e l’innovazione di Meta sono ciò che ci introdurrà in questa nuova era sempre online.

Eppure, mentre Zuckerberg continuava a fare promesse grandiose di un futuro che potremmo vedere tra un decennio o due, ci è venuto in mente che avevamo già sentito tutto questo. Questo è Ready Player One – in particolare, è quello che sarebbe successo se i cattivi avessero vinto.

Una linea temporale oscura?

Ami o odi la storia di Ready Player One, l’ambientazione principale del libro – l’Oasis – suona come un paese delle meraviglie digitale. È un incredibile spazio di realtà virtuale in cui i giocatori possono andare ovunque, fare qualsiasi cosa ed essere chiunque libero dalla maggior parte delle restrizioni della vita: è la piena realizzazione del potenziale di Internet. Ma l’Oasis, come Internet, non è impeccabile. L’Oasis di Ready Player One ha dimostrato di essere corrotta nel suo nucleo dall’avidità aziendale, con individui che cercano il dominio totale dello spazio e già esercitano un controllo significativo su come gli utenti possono interagire con lo spazio digitale. Lo dimostrano l’antagonista di Ready Player One, Nolan Sorrento, e la sua compagnia Innovative Online Industries (un’organizzazione con un nome sciocco quasi quanto Meta). IOI vende strumenti che consentono ai giocatori di immergersi nell’Oasi, con le migliori funzionalità a un prezzo premium che la maggior parte non può permettersi, e un giorno spera di riempire l’Oasis con annunci che i giocatori non avranno alcuna possibilità di evitare. Per fortuna, alla fine della storia, la società è stata sconfitta e i giocatori sono rimasti a gestire lo spettacolo a beneficio di tutti. Zuckerberg sembra desideroso di evitare questo risultato per la versione dell’Oasis della sua azienda – denominata Horizon – e sta già assicurando che Meta abbia il dominio quasi totale dello spazio virtuale sin dal primo giorno. Lo fa arrivando al problema da tutte le angolazioni. Epic Games, la società dietro Fortnite, è stata nominata da Zuckerberg durante l’evento Connect mentre lavorava al proprio metaverso di gioco con il suo Battle Royale, ma i suoi sforzi pubblici sono puramente incentrati sul software.

Tutto questo avviene in un momento in cui il gioco online e l’intrattenimento hanno raggiunto i massimi livelli, dove il cloud gaming, lo streaming video sono un punto di riferimento per i giovani e per i meno giovani. Senza dimenticare le attrattive come il casinò online NetBet una delle piattaforme di gioco online più quotate di questi ultimi tempi per il mercato del gambling digitale.

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