Il video “Apple: The first 50 years”, pubblicato su YouTube dalla rubrica CBS Sunday Morning il 9 marzo 2026, racconta le cinque decadi di Apple come una storia di innovazione, crisi profonde e rinascita globale.
Il servizio è realizzato dal giornalista e autore David Pogue, corrispondente della trasmissione e autore del libro Apple: The First 50 Years, che funge da colonna narrativa del documentario.
Le origini in una strada di Cupertino
Il racconto parte da quei momenti iniziali in cui la storia di Apple si intreccia con la vita di due giovani visionari: Steve Wozniak e Steve Jobs.
Il filmato mostra Wozniak tornare in una strada di Cupertino, in California, dove sostiene scherzosamente che la storia di Apple è iniziata “quando sono nato”, e ricorda l’incontro con Jobs, l’adolescente ribelle e carismatico che già aveva in mente l’idea di una vera azienda tecnologica.
Questa premessa è importante perché sottolinea che Apple nasce non da una grande industria ma da una stretta collaborazione tra inventiva tecnica e visione imprenditoriale, con un costante interesse per la fruibilità della tecnologia da parte dei normali utenti.
Dalla prima scheda di circuito al boom del personal computer
Il documentario evidenzia la nascita del primo computer di Wozniak, praticamente solo una scheda di circuito, che Jobs suggerisce di vendere e distribuire con un contenitore vero.
I due riescono a vendere circa 150 unità di questo prototipo, un passo già significativo per gli anni Settanta, in cui pochi avevano mai visto un computer personale.
La vera svolta arriva con l’Apple II, che diventa il primo grande successo commerciale di Apple e il computer che porta il marchio a una popolarità assoluta.
Il video ricorda come il Macintosh, presentato nel 1984, sia stato il primo vero personal computer accessibile, con mouse, menu e grafica intuitiva, cambiando radicalmente il modo di interagire con le macchine.
Tempi bui, crisi e ritorno di Steve Jobs
Il filmato non nasconde i momenti di difficoltà di Apple, quando la società, dopo lo scontro con il CEO John Sculley, perde la sua strada e appare ormai in declino.
Tim Cook, intervistato nel documentario, descrive quegli anni come “bleak”, con cassa vuota e mercato che non sembra più credere nel brand.
La svolta arriva con il ritorno di Steve Jobs nel 1997, che convince Cook ad entrare in Apple come nuovo capo delle operazioni.
Il servizio mostra come Jobs e Cook abbiano azzerato praticamente tutto e riorganizzato l’azienda, impostando un percorso che ancora oggi viene descritto come il più grande turnaround della storia aziendale.
L’era d’oro: iMac, iPod, iTunes e iPhone
Il documentario dedica una lunga porzione a quello che oggi viene considerato il “golden age” di Apple, con la comparsa di prodotti iconici come il iMac, il iPod, l’iTunes Store e, soprattutto, l’iPhone.
Il iMac è descritto come un oggetto rivoluzionario perché porta colore, trasparenze e design raffinato in un mercato dominato da scatole beige.
L’iTunes Store viene presentato come il primo grande esempio di negozio musicale online di successo, che sconvolge l’industria discografica e cambia le abitudini degli ascoltatori.
L’iPod è mostrato come il primo prodotto Apple a vendere in centinaia di milioni di unità, rendendo portatili intere collezioni musicali e anticipando il passaggio dal fisico al digitale.
L’annuncio dell’iPhone nel 2007 è uno dei momenti più spettacolari del video: Jobs mostra “tre dispositivi in uno” (iPod, telefono e comunicatore internet) e introduce il paradigma di schermi tattili che cambieranno per sempre come viviamo e lavoriamo.
Impatto sociale, app e cambiamenti culturali
Una sezione del documentario esplora l’impatto profondo dell’iPhone sulla società: il telefono diventa fotocamera, tv, giornale, console da gioco e portale di comunicazione.
Il filmato cita come l’ecosistema app favorisca la nascita di servizi come Uber, Airbnb, DoorDash, Venmo e Tinder, ridisegnando interi settori economici e sociali.
Allo stesso tempo, il servizio non ignora le criticità legate allo schermo, come aumento del tempo davanti ai device, problemi di salute mentale e maggiore isolamento sociale, ponendo l’iPhone come un oggetto estremamente potente ma anche ambiguo.
Il posteriore competitor, il iPad del 2010, è presentato come un’altra grande ondata, con un dispositivo che si colloca tra smartphone e computer ed è rapidamente adottato in contesti educativi, lavorativi e domestici.
Dalla scomparsa di Jobs alla leadership di Tim Cook
Il documentario dedica un passaggio emotivo alla fase finale di Steve Jobs, malato di cancro al pancreas, mentre segue dal vivo il successo di iPhone e iPad.
Jobs chiede a Tim Cook di succedergli come CEO e, secondo quanto racconta Cook nel video, lo invita a non chiedersi “cosa farebbe Steve”, ma semplicemente “fare ciò che è giusto”.
Da allora, Cook avvia una nuova fase aziendale, con maggiore attenzione a sostenibilità ambientale, inclusività e servizi digitali come Apple Pay, Apple Music e Apple TV+.
Secondo il servizio, sotto la sua guida Apple è cresciuta in modo impressionante, con volumi di fatturato e capitalizzazione azionaria che hanno triplicato le dimensioni precedenti.
Valori, cultura e sfide future
Il filmato esplora anche la questione dei valori che attraversano cinquant’anni di storia Apple.
Tim Cook e Steve Wozniak concordano sul fatto che alcune idee fondamentali, come puntare sull’eccellenza, dire “no” a migliaia di progetti per concentrarsi su pochi incredibilmente importanti e cercare sempre prodotti “insanely great”, siano vive ancora oggi.
Il servizio però non idealizza l’azienda: tra le criticità citate vi sono la forte dipendenza dalla produzione cinese, la pressione dei dazi presidenziali e il rischio di perdere terreno nell’intelligenza artificiale.
Cook, tuttavia, esprime fiducia nella capacità di Apple di resistere grazie alla sua tradizione di design, privacy e controllo integrato dell’hardware e del software.
Una riflessione finale sul significato di Apple
Alla fine del video, David Pogue propone una domanda aperta: quale sia stato l’effetto complessivo di Apple sul mondo.
Wozniak risponde che il vero impatto non è solo nelle macchine, ma nella somma di ciò che milioni di persone, artisti, musicisti, designer, studenti, lavoratori, hanno fatto con i prodotti Apple nel corso di decenni.
In sintesi, il filmato dipinge Apple come la storia di un’azienda che è riuscita più volte a ridisegnare la tecnologia e la cultura, conservando nei suoi valori un’idea di semplicità estrema e qualità elevata, e che oggi si trova a progettare un futuro quanto mai ambizioso ma anche complesso.















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