Il video è quello del Tesla Roadster Event, tenutasi il 15 ottobre 2026. L’evento è stato dedicato alla nuova Tesla Roadster, un’automobile elettrica che l’azienda presenta non solo come una sportiva ad altissime prestazioni, ma come una vera dimostrazione tecnologica capace di integrare soluzioni derivate dal mondo aerospaziale.
La presentazione ha suscitato grande attenzione per le dimostrazioni dal vivo, soprattutto per l’accelerazione dichiarata e per l’uso di propulsori a gas freddo. Il messaggio di Tesla è ambizioso: portare sulla strada una parte della tecnologia e dell’esperienza sviluppata da SpaceX.
La nuova Roadster e il suo ruolo nella gamma Tesla
La nuova Roadster si colloca al vertice della produzione Tesla, con un posizionamento molto diverso rispetto a Model 3, Model Y, Model S e Model X. Non è pensata come un’auto di grande diffusione, ma come una hypercar elettrica destinata a dimostrare i limiti tecnici raggiungibili da un veicolo elettrico.
Durante l’evento, Tesla ha presentato tre configurazioni: Performance, Thrust e Rocket. La prima è orientata all’uso stradale, la seconda introduce i propulsori posteriori per un utilizzo più estremo in pista, mentre la terza rappresenta la versione più radicale, dotata di un sistema di spinta più complesso.
La scelta di riprendere il nome Roadster è significativa. Il modello originale fu la prima automobile prodotta da Tesla e contribuì a cambiare la percezione pubblica delle auto elettriche. La nuova generazione vuole quindi rappresentare un nuovo punto di arrivo tecnologico, non semplicemente un aggiornamento estetico o meccanico.
Accelerazione record: 0 a 97 km/h in 0,81 secondi
Il dato più ripreso della diretta è la dimostrazione di accelerazione da 0 a 60 mph, pari a circa 97 km/h, completata in 0,81 secondi. Il valore è stato mostrato durante l’evento con il cronometro ufficiale Tesla e rappresenta una delle prestazioni più estreme mai comunicate per un’automobile di produzione.
Questo risultato non dipende soltanto dalla potenza elettrica, ma anche dall’apporto dei propulsori. La spinta aggiuntiva consente di superare i limiti fisici legati alla sola aderenza degli pneumatici, trasferendo una parte della forza necessaria all’accelerazione direttamente attraverso l’espulsione di gas compresso.
Tesla ha dichiarato per la versione Performance uno scatto da 0 a 60 mph in meno di 1,6 secondi, mentre la Thrust scende sotto lo 0,9 secondo. La configurazione Rocket arriva invece sotto i 0,59 secondi, un valore che colloca il veicolo in un territorio finora riservato a prototipi e macchine da competizione.
I propulsori a gas freddo ispirati a SpaceX
L’elemento che distingue davvero la nuova Roadster è il sistema di propulsori a gas freddo. Non si tratta di motori a razzo tradizionali alimentati da combustibile, ma di ugelli che rilasciano aria compressa ad alta pressione per generare spinta istantanea.
Secondo le informazioni presentate, il sistema utilizza due serbatoi con una capacità complessiva di circa 600 litri, in grado di contenere circa 250 kg di aria. La spinta dichiarata supera gli 80 kN e viene distribuita attraverso dieci ugelli posizionati strategicamente sul veicolo.
Il vantaggio di questa soluzione è la possibilità di controllare la spinta in modo rapido e mirato. I propulsori possono migliorare l’accelerazione, aumentare il carico aerodinamico in curva, stabilizzare il veicolo e persino consentire brevi sollevamenti o manovre aeree durante le dimostrazioni. L’aria compressa può inoltre essere ricaricata durante l’utilizzo, senza bisogno di combustibile tradizionale.
Le dimostrazioni più spettacolari del video
La diretta non si limita a comunicare numeri: mostra anche una serie di prove pensate per rendere immediatamente comprensibile il potenziale del sistema. La Roadster viene mostrata mentre effettua una partenza violenta, con un’accelerazione così intensa da risultare difficile da confrontare con quella di una normale sportiva elettrica.
Tra le scene più discusse figurano manovre in cui il veicolo aderisce a superfici, si solleva dal suolo e compie rotazioni controllate. Tesla vuole dimostrare che i propulsori non servono soltanto ad aumentare la velocità in linea retta, ma possono anche modificare il comportamento dinamico dell’auto.
Queste dimostrazioni hanno un forte impatto comunicativo, ma vanno lette con cautela. Si tratta di esercitazioni realizzate in condizioni controllate e con veicoli preparati per l’evento; non equivalgono necessariamente a manovre disponibili o consigliabili nell’uso quotidiano su strada.
Prestazioni, autonomia e velocità massima
Oltre all’accelerazione, Tesla ha fornito alcuni dati sulle prestazioni complessive. La versione più estrema viene associata a una velocità massima superiore a 230 mph, corrispondenti a circa 370 km/h, un valore che la collocherebbe tra le automobili di serie più veloci mai annunciate.
L’autonomia dichiarata supera le 300 miglia, ovvero circa 480 km. Il dato è rilevante perché dimostra che Tesla non ha sacrificato completamente l’usabilità stradale in nome delle prestazioni estreme, anche se l’impiego dei propulsori riduce ovviamente l’energia disponibile.
La potenza complessiva del sistema viene indicata oltre il megawatt, un valore che conferma la natura di laboratorio tecnologico della Roadster. L’auto è progettata per offrire prestazioni da circuito, ma conserva l’architettura di un veicolo elettrico a batteria.
Produzione prevista nel 2028
Tesla ha indicato il 2028 come orizzonte per l’inizio della produzione. Si tratta quindi di un progetto ancora in fase di sviluppo, non di un modello immediatamente disponibile sui mercati.
La versione Rocket appare inoltre più limitata e riservata rispetto alle altre configurazioni, coerentemente con la sua natura sperimentale. Le versioni Performance e Thrust dovrebbero invece rappresentare le opzioni più vicine a un utilizzo stradale e agonistico.
Restano ancora da definire molti aspetti pratici: prezzo finale, volumi di produzione, omologazione per i diversi mercati, costi di manutenzione e disponibilità effettiva dei propulsori nelle versioni stradali. Questi elementi saranno decisivi per capire se la Roadster potrà trasformare le promesse dell’evento in un prodotto realmente acquistabile.
Un messaggio tecnologico oltre l’automobile
Il Roadster Event non è soltanto una presentazione di un’auto sportiva: è anche una dichiarazione strategica di Tesla. L’azienda mostra di voler trasferire nel settore automobilistico competenze avanzate in materiali, gestione dell’energia, aerodinamica attiva e propulsione.
La presenza di Elon Musk e il collegamento con SpaceX rafforzano questa narrazione. Tesla cerca di posizionare la Roadster come il veicolo che avvicina il mondo dell’automobile a quello aerospaziale, pur restando un prodotto a batteria e senza combustibili tradizionali.
Per gli appassionati di tecnologia e mobilità elettrica, il video rappresenta quindi un documento interessante perché mostra dove Tesla vuole spingere i confini dell’ingegneria automobilistica. Per il mercato, invece, la vera prova arriverà quando il veicolo entrerà in produzione e sarà possibile verificare prestazioni, affidabilità e costi nel mondo reale.
Il futuro delle macchine volanti è qui?
Il video del Tesla Roadster Event presenta una hypercar elettrica capace di accelerare da 0 a circa 97 km/h in 0,81 secondi, grazie all’integrazione di propulsori a gas freddo e a un impianto elettrico oltre il megawatt. Le dimostrazioni mostrano sollevamenti, aderenze e manovre che superano i limiti tradizionali di un’automobile.
La produzione è prevista per il 2028 e la gamma dovrebbe comprendere le versioni Performance, Thrust e Rocket.
La nuova Tesla Roadster si presenta come il progetto più estremo dell’azienda: un’auto elettrica che unisce prestazioni da pista, tecnologia aerospaziale e una visione molto ambiziosa del futuro della mobilità.















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