Con il recente lancio di iOS 26 e macOS 26, Apple ha presentato un rinnovamento visivo importante, caratterizzato da un’interfaccia chiamata Liquid Glass, che richiama fortemente l’estetica traslucida e “vetrata” di Windows Vista, sistema operativo di Microsoft uscito oltre vent’anni fa. Questo paragone, che può sembrare insolito a prima vista, è stato al centro di un interessante video di approfondimento.
Le origini di Aero Glass e Liquid Glass
Windows Vista, lanciato nel 2007, introdusse Aero Glass, un’interfaccia utente basata su elementi trasparenti e sfocati che sfruttavano le nuove capacità grafiche dell’epoca. Aero Glass rappresentava il culmine tecnologico dei primi anni 2000, con finestre dai bordi sfumati e riflessi luminosi, ma richiedeva hardware piuttosto potente per funzionare al meglio.
Dall’altra parte, Apple ha un’eredità di design “vetrato” che risale a Mac OS X 10.0 (2001) con la sua interfaccia Aqua, che puntava a un aspetto liquido e brillante, quasi “leccabile” come diceva Steve Jobs.
Differenze sostanziali tra i due design
Sebbene a prima vista Liquid Glass possa sembrare un semplice “ritorno” ad Aero Glass, le differenze sono significative:
- Animazioni e profondità: iOS 26 offre animazioni morbide, effetti di luce che si propagano in uno spazio tridimensionale virtuale e riflessi che cambiano in base all’angolo di visione, grazie anche ai sensori del dispositivo. Windows Vista aveva effetti più statici e meno dinamici.
- Icone e personalizzazione: mentre Aero Glass utilizzava icone tridimensionali e realistiche tipiche dell’era skumorfica, Apple adesso utilizza icone astratte ma con profondità, realizzate con “ritagli di vetro” che si adattano a modalità chiara o scura e a variazioni di colore.
- Risoluzione e nitidezza: i display moderni ad alta densità permettono a Liquid Glass di apparire molto più nitido e raffinato rispetto all’interfaccia pixelata di Vista su monitor meno definiti.
Un ritorno nostalgico e una nuova direzione
Il video sottolinea anche un aspetto culturale: la nuova interfaccia Apple potrebbe rispondere a una nostalgia generazionale. Molti utenti giovani, cresciuti con Windows Vista e le prime versioni di Mac OS, potrebbero trovare familiare e accattivante questo stile visivo, che si distacca dalla “piattezza” e semplicità degli ultimi anni, percepita come fredda e priva di anima.
Apple sembra voler affermare un proprio “ideale platonico” di dispositivo come oggetto magico di vetro, un concetto che si sposa bene con l’evoluzione tecnologica attuale e con la filosofia di design dell’azienda.
iOS 26 e macOS 26 non sono semplici “copia e incolla” di Windows Vista, ma una reinterpretazione moderna e tecnologicamente avanzata di un’estetica che ha fatto scuola.
Il confronto tra le due epoche mette in luce come il design dell’interfaccia utente sia influenzato tanto dalla tecnologia disponibile quanto dalle mode e dalle esigenze culturali del momento.















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