Il celebre fotografo scozzese Albert Watson presenta una nuova monografia che ripercorre più di cinquant’anni di carriera, accompagnata da una mostra parigina dal titolo Kaos II.
Il volume, pubblicato da Taschen, rappresenta un viaggio visivo tra icone del cinema, della moda e della cultura, offrendo uno sguardo unico sull’evoluzione artistica e personale di uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea.
Con i suoi 400 pagine di immagini e racconti, “Kaos” si impone come un’opera definitiva, capace di restituire l’energia e la forza visiva che hanno reso Watson un punto di riferimento per generazioni di fotografi.
Un percorso fatto di immagini, emozioni e libertà creativa

L’artista ha scelto di costruire il libro in modo anticonvenzionale, senza seguire un ordine cronologico o tematico, ma lasciando che le immagini dialoghino liberamente tra loro.
Il risultato è una sorta di “feed visivo” che abbraccia decenni di lavoro e sperimentazione, in cui passato e presente si fondono in un flusso di ispirazione continua.
Nel volume trovano spazio ritratti iconici di personalità come Steve Jobs, Andy Warhol, Alfred Hitchcock, Mick Jagger e Kate Moss, insieme a scatti di moda, paesaggi e progetti personali.
Ogni immagine racconta un momento irripetibile, costruito con quella luce, quell’eleganza e quella precisione tecnica che caratterizzano da sempre lo stile di Watson.
Dall’incontro con Hitchcock al riconoscimento mondiale
La carriera di Albert Watson decolla nel 1973 con il celebre ritratto di Alfred Hitchcock che regge un’oca spennata realizzato per la copertina natalizia di Harper’s Bazaar.
Un’immagine ironica e teatrale che riscosse enorme successo e rese immediatamente riconoscibile il suo linguaggio visivo.
Nato a Edimburgo nel 1942 e cieco da un occhio fin dalla nascita, Watson inizia i suoi studi tra grafica e cinema, trasferendosi poi negli Stati Uniti nel 1970.
Da allora, ha conquistato oltre cento copertine di Vogue in tutto il mondo, un Grammy Award nel 1975 e l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico conferitagli dalla Regina Elisabetta II nel 2015.
“Kaos”: tra memoria, introspezione e nuove prospettive
L’edizione multilingue del libro include un saggio critico, estratti di interviste e Polaroid inedite tratte dagli archivi personali del fotografo, che offrono uno sguardo intimo sul suo metodo di lavoro.
Ogni immagine rispecchia la curiosità di Watson per le persone, i luoghi e le storie, la stessa curiosità che continua a muovere la sua ricerca visiva anche oggi, a oltre ottant’anni.
La mostra Kaos II, allestita presso A. Galerie di Parigi, si pone come un’estensione fisica del volume, invitando il pubblico a immergersi nel suo universo visivo fatto di contrasti, texture e silenzi.
È un tributo vivo a una carriera costruita sull’equilibrio tra rigore tecnico e libertà artistica.
Epilogo
Albert Watson continua a guardare il mondo con la stessa intensità con cui lo faceva agli inizi, trasformando ogni scatto in una riflessione sulla bellezza, la caducità e la potenza dell’immagine.
Con “Kaos”, il fotografo scozzese lascia un’impronta definitiva nella storia della fotografia, celebrando mezzo secolo di arte, visione e umanità.















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